Titolo attribuito:
Archivio Notarile dell'Archivio di Stato di RavennaTipologia:
fondoDescrizione:
Il patrimonio documentario riunì inizialmente i fondi archivistici conservati sino ad allora presso la Biblioteca Classense: quelli provenienti dalle corporazioni religiose soppresse, parte degli antichi archivi giudiziari, quelli delle legazioni di Romagna e di Ravenna e l’archivio storico comunale. Quest’ultimo deposito fu ritirato dal Comune di Ravenna nel 1956, in occasione del trasferimento della sede dell’Archivio all’interno del complesso dei Chiostri Francescani. Tale scelta determinò la separazione dell’unità documentaria degli archivi pubblici ravennati, illustrata, a partire dalla seconda metà dell’800, dall’opera di archivisti e bibliotecari ravennati quali Michele Tarlazzi (1813-1883), Andrea Zoli (1844-1914), Santi Muratori (1874-1943) e, in particolare, Silvio Bernicoli (1857-1936). Questi, con un lavoro assiduo durato decenni, oltre ad aver rivisto o elaborato gli inventari di molti fondi, ha progressivamente redatto le circa 12.400 schede dei suoi regesti, che rimangono uno strumento tuttora indispensabile per l’esplorazione del materiale archivistico che va dall’alto medioevo alla metà del XVI secolo (corporazioni religiose, archivio comunale, archivio notarile di Ravenna).Il materiale archivistico più antico proviene dai fondi delle corporazioni religiose soppresse in epoca napoleonica: in particolare, per la rilevanza che ebbero nella storia cittadina ma non solo, si ricordano quelli delle abbazie di San Vitale, Sant’Apollinare in Classe, Santa Maria in Porto e Sant’Andrea. Fra i fondi di antico regime vi sono poi gli archivi delle legazioni di Romagna e di Ravenna e quello delle Magistrature giudiziarie civili della Legazione, mentre tra la documentazione di epoca postunitaria, fondamentali per la ricostruzione delle vicende della provincia sono i fondi della Prefettura e della Questura di Ravenna. Altro complesso documentario degno di menzione è quello del Genio civile di Ravenna, all’interno del quale le serie dei “Danni di guerra” costituiscono un importante punto di riferimento per lo studio del periodo della ricostruzione postbellica.
Di cospicua consistenza è la documentazione catastale, che permette di ripercorrere i passaggi di proprietà di terreni e fabbricati del territorio ravennate attraverso mappe, carteggi e registri; del patrimonio fanno poi parte gli archivi notarili e alcuni archivi depositati, come quello della Provincia di Ravenna, il fondo dell’Ospedale di Santa Maria delle Croci, istituti uniti e altre opere pie e l’archivio della Camera di commercio, industria, artigianato, agricoltura di Ravenna. Tra gli archivi privati si segnala quello della famiglia Rasponi Dalle Teste di Ravenna.